La mia ultima vacanza a Parigi va annoverata tra i viaggi memorabili. Sono stata nella capitale francese esattamente tre settimane fa, quando la città ha vissuto attimi di panico, quando non avevo ben chiaro cosa stesse succedendo intorno a me fino al momento in cui, tornata di fretta nello studio in cui alloggiavo, ho acceso la tv. Ho atteso un po’ prima di capire come raccontare la mia esperienza. Non sapevo da cosa cominciare e come finire il mio articolo. Poi la decisione: non entrerò nel merito di quanto accaduto. Vi parlerò invece di Parigi per come l’ho vissuta, per com’è e come deve continuare ad essere: una delle capitali più belle e romantiche del mondo.

Questa, tra l’altro, era la mia quarta volta nella ville lumière. Qualcuno si chiederà: come mai tornare nella stessa città se uno c’è già stato altre volte Semplicemente perché: Paris, Je T’Aime! Anzi, un po’ mi piace credere che io discenda dai Galli, altrimenti non si spiega tutto questo amore viscerale, quasi atavico. Il bello (spero) di questo articolo è che, avendo già fatto il classico tour di Parigi, in questa occasione vi racconterò di posti meno convenzionali.

UN BUON PUNTO DI PARTENZA
La prima cosa da scegliere per fare una buona vacanza è l’alloggio. Parigi è enorme ed è suddivisa in 20 circoscrizioni dette arrondissement. Che preferiate un B&B, un hotel oppure un appartamento, personalmente non cercherei un posto che sia all’infuori delle prime 7 circoscrizioni. Il mio fantastico studio, trovato su Airbnb, era esattamente in una traversa di Rue Montorgueil, nel 2ème arrondissement. La zona, quasi tutta area pedonale, è in una posizione strategica e si presenta come un mercato a cielo aperto, dove gli stessi parigini vanno a fare spesa. Di giorno, tra boulangerie, macellerie e botteghe che vendono pesce, frutta e verdura, sarà divertente fare una passeggiata mentre la sera le tante vetrine illuminate dei ristoranti vi ispireranno per una buona cena. Qui non ci si sente mai soli e soprattutto dovete sapere che siete nella via della Maison Stohrer, la pasticceria più antica di Parigi fondata nel 1730 da Nicolas Stohrer, cuoco presso alla corte del re di Polonia. Ultima chicca su Rue Montorgueil: è stata rappresentata da Monet in un famoso dipinto che porta con lo stesso nome e che potete vedere presso il Musée d’Orsay di Parigi.

UN INSOLITO NEGOZIO DI LIBRI ALL’INTERNO DI UNA CLASSICA GIORNATA A PARIS
Ora non è che dopo tre volte che sono stata Parigi io non mi sia dedicata ad un canonico tour in città. Diciamo che l’ho solo condensato in un’unica giornata e l’ho arricchito con esperienze meno scontate. E vi consiglio di fare lo stesso. Se non siete tipi che si lamentano delle lunghe camminate, continuate a leggere il giro che vi sto per prospettare. In caso contrario saltate al prossimo paragrafo.
Se alloggiate nel 2ème arrondissement, alzatevi presto la mattina e cartina alla mano, recatevi a Ile de la Citè passando per Les Halles, Centre Pompidou e Hotel de Ville. Una volta sul lungo Senna attraversate Pont d’Arcole e sarete praticamente a Notre-Dame de Paris. Da qui potete poi andare nel Quartiere Latino, famoso per i suoi caffè, per i locali di musica jazz, per il Panthéon e per la Sorbona. Tra un sottopassaggio e l’altro però non fatevi mancare la caotica e meravigliosa libreria “Shakespeare & Co.” al civico 37 di rue de la Bûcherie. Spiegarvi la sua particolarità è un compito arduo, non tanto perché all’interno non è possibile fare delle foto e quindi non ho molto da mostrarvi, ma perché dentro serpeggia un’aria così magica che quasi mi dispiace svelarvene il mistero. Una volta entrati non si sa bene dove guardare. Tra una scaffalatura e una scalinata troverete libri di ogni genere, tutti rigorosamente in lingua inglese, macchine da scrivere, vecchie sedie che aspettano il vostro riposo e tanti biglietti lasciati dagli avventori o dai turisti passeggeri. C’è anche una cassetta della posta dove ognuno può lasciare una scritta o un pensiero; saranno poi i librai ad infilarlo in uno dei tanti libri in vendita così da poterlo far leggere a qualcun altro. Già questo non è stupendo? Comunque, come se quanto detto non bastasse, al premier étage c’è un vecchio pianoforte. Se sarete fortunati, mentre sfogliate uno dei vecchi book nella piccola sala lettura, avrete anche il piacere di ascoltare qualche armoniosa melodia. Da brividi.
Usciti da questo mondo nel mondo, se cominciate a sentire il vostro stomaco che brontola ecco un indirizzo che può restarvi utile: Créperie Saint Germain, 33 Rue Saint-Andre des Arts. Posto delizioso, arredo da “Le mille e una notte” e ottime galettes salate! Da provare quella con la crème fraîche. Una piccola garanzia.

“Be not inhospitable to strangers lest they be angels in disguise” – Non essere inospitale con gli stranieri, potrebbero essere angeli mascherati. Questa frase la potete leggere su una delle pareti della libreria Shakespeare & Co.

VOGLIA DI UNA MOSTRA?
Una volta riempita la vostra pancia proseguite il cammino verso il Louvre passando da Pont Neuf. Per chi si reca la prima volta nella ville lumière una visita al Musée du Louvre è una tappa immancabile però ci vuole almeno una mezza giornata se non una intera. Io ho proseguito il mio tour con una passeggiata nei Jardin des Tuileries. In autunno questo posto è veramente spettacolare: le fontane con le papere, il suo tappetto di foglie secche e le sedie verdi ne fanno un luogo ideale per gli amanti della fotografia. Per rendere omaggio all’inusuale ho optato per una visita al Jeu de Paume che si trova in fondo al giardino verso Place de la Concorde. Questa galleria d’arte, anticamente costruita per ospitare dei campi da pallacorda, nel periodo fra le due guerre venne trasformata in uno spazio espositivo d’arte contemporanea e oggi, fino al 24 gennaio prossimo, ospita la mostra dedicata a Philippe Halsman, noto e prolifico collaboratore di Dalì. Le foto di questo artista vi parleranno. Andate!

Se restate fedeli al mio racconto, probabilmente quando uscirete da qui assisterete al tramonto e le luci di Place de la Concorde si accenderanno, come per incanto. Probabilmente sarete anche molto stanchi, quindi prendete la metro e tornate verso Rue Montorgueil. Dopo meritato riposo, per la cena potete provare un locale in zona con del cibo poco francese, ma molto frequentato dai parigini, come Bolly Nan. La cucina è indiana ed è perfetta per chi desidera provare sapori nuovi; tra l’altro fanno una buonissima focaccina zucchero e cocco che viene cotta in uno strano vaso. La cosa più gradita resta comunque il servizio: ricordo con piacere il cameriere indiano con cui si parlava del vecchio cinema italiano e di Sofia Loren!

Il mio racconto potrà risultare molto frettoloso ma ripeto che questa volta non sono entrata nei singoli musei o nelle Chiese di Parigi; qualora decidiate di farlo, una sola giornata per visitare l’interno di Notre-Dame o il Louvre proprio non vi basterà!

Siccome non sono un’amante degli articoli chilometrici, mi fermo qui. Per il resto della mia vacanza vi toccherà attendere la prossima settimana…

INFO
Parigi
www.shakespeareandcompany.com
I Pacchetti della Shakespeare & Co. 
La Créperie Saint Germain
www.jeudepaume.org
Philippe Halsman au Jeu de Paume
Bolly Nan