So che il mio blog si chiama Viaggi di Guenda e che quindi il lettore si aspetta di trovare idee ed esperienze relative alle vacanze, ma anche è vero che un viaggio può essere fatto all’interno di un sogno, di un mestiere o di una splendida mente. L’articolo che state per leggere ha proprio questo profumo: finalmente ho il piacere immenso di parlarvi dei disegni di Burabacio.

Ho rincorso le sue linee e le sue illustrazioni per mesi, poi ho trovato il giusto momento di scrivere a Sabrina Ferrero. Ci siamo così trovate sedute ad un tavolo tra buon cibo e delle chiacchiere costruttive.

PRESENTAZIONI

Cos’è Burabacio? Chi è Burabacio? Prima di essere un disegno, Burabacio è una bellissima idea in una bellissima testa di donna, quella di Sabrina Ferrero torinese di nascita e perugina di adozione. La scelta di questo nome, ormai noto tra i ricercatori della Meraviglia, nasce dalla voce di una nonna che ripeteva ad una Sabrina bambina munita di matite e pennarelli: “che fai, altri burabacio?” perché questa parola in piemontese significa scarabocchio. Oggi, la Sabrina più adulta ha preso questa ruvida forma d’affetto nonnesca e ne ha fatto il suo mondo.

ENTRIAMO NELLE ILLUSTRAZIONI DI SABRINA FERRERO

Il colore di Burabacio è turcheseperché il verde è banale, un prato blu è decisamente migliore”, e nei suoi disegni non ci sono uomini, non esistono. Vale la stessa regola del verde, “le figure maschili tra i decori ed i fiori non sono interessanti artisticamente parlando. Mi piace decorare i capelli, inserire foglie, rose, piume e mi piace farlo su una donna”. Per cui, nel caso vogliate chiedere a Sabrina un’opera su commissione, non chiedetele di disegnare dei maschi!

Fortunatamente, chi mi contatta per un lavoro mi chiede cose pertinenti, cercano Burabacio, non vogliono qualcos’altro, è un punto di partenza avvantaggiato.” .

Navigando nel suo sito mi è chiaro che il suo lavoro artistico si divide in due: da una parte ci sono le vignette argute che accendono la riflessione alla luce di un sorriso (dove spesso c’è Otto il suo adorabile cane parlante) e dall’altra delle regali donne.

Le Donne Mascherate non nascondo che sono la mia passione, la causa scatenante dei miei ripetuti “wow”. Sono femminili, delicate e al tempo stesso forti. Chiedo a Sabrina di parlarmi di loro e ne esce fuori che “è vero, sono molto solenni, dignitose. La natura in questi lavori è la sovrana, spesso questi disegni sono legati alla Madre Terra. In questo periodo sono molto bucolica! Tutti i giorni dedico almeno un’ora a passeggiate all’aria aperta insieme ad Otto e ogni volta ne rimango estasiata.” .

A proposito del suo tratto distintivo, ormai un Burabacio è riconoscibile. Faccio osservare a Sabrina come i due filoni artistici siano differenti tra loro e che il progetto delle donne, più tardivo, sembra più maturo delle vignette. Ne emerge che questo percorso è frutto di un naturale processo evolutivo della Burabacio artista e che alla base ha la sperimentazione, la ricerca e soprattutto la necessità di stupirsi, ancora una volta. Questo è anche il motivo per cui Sabrina non è gelosa dei suoi disegni e sorride se le si fa notare che qualcuno cerca di copiare posticciamente le sue illustrazioni. Ha ragione lei: si possono ripetere alcuni tratti o decorazioni ma le idee, quelle autentiche, sono inarrivabili e Sabrina ne ha ancora molte.

Come il suo progetto della Meraviglia.

 

CHE MERAVIGLIA IL PROGETTO LA MERAVIGLIA

Cos’è questo progetto?Il tema principale dei miei burabacio è la Meraviglia! Quell’emozione che ci fa stupire e ci aiuta a riconoscere cosa valga la pena proteggere e preservare! Per non rassegnarci al brutto e al volgare bisogna avere un certo allenamento, da qui nascono gli esercizi di meraviglia che potete trovare nel sito, le fotografie contaminate dai disegni e le proposte più o meno buffe di reinterpretare la realtà.”. La Meraviglia è tendere al meglio, è il bisogno di trovare il bello anche dove non c’è. Seguendo i suggerimenti creativi di Sabrina, provate ad andare in una desolante zona industriale, alla quale probabilmente ci siamo da troppo tempo abituati, e provate ad immaginare dei fiori che escono da un tubo o nascono da una crepa sul muro. Non sembra tutto più interessante? Ecco, questa è la Meraviglia, un tentativo di miglioramento a cui possiamo lavorare tutti perché non è un progetto solitario!

Il progetto la Meraviglia è vivo e si arricchisce. Attualmente trovate online degli Esercizi; la speranza è che presto tutto questo venga raccolto in un libro.

E PER FINIRE…

Tic tac: la vostra soglia di attenzione è a rischio, lo so. Allora, in ultima battuta, ecco alcune alcune domande che ho fatto a Sabrina per capire meglio Burabacio.

Qual è stata la prima persona che ha creduto in te?

Il mio compagno. È troppo facile dire gioca se non dai fastidio, disegna se non hai altro da fare. Lui considera il disegno parte fondamentale di me e quando gli faccio vedere quel che ho disegnato lo guarda veramente ed è molto raro. Quando trovate qualcuno che guarda davvero quel che fate è una persona da tenere stretta”.

Hai una stanza creativa in cui ti rintani a creare?

Tutta la mia casa è una stanza creativa, oltre che essere la casa di Otto. Tavolo, camera da letto, pavimento: sono tutte basi per il mio disegnare. Però mi piacerebbe averne una.”.

Qual è la caratteristica che ti rende unica?

Non lo so. Lo stile è abbastanza personale, anche se non firmo i miei disegni come Burabacio mi riconoscono. Sicuramente le texture al posto dei riempimenti sono il mio marchio di fabbrica.”.

Cosa ti ispira maggiormente?

La musica classica. Una volta mi sono ritrovata ad ascoltare Radio3, mandavano L’Uccello di Fuoco di Igor’ Stravinskij. Da poco avevo letto Propp e i suoi racconti di fate, nelle fiabe russe l’uccello di fuoco ricorre molto spesso, è un uccello bellissimo, con piume dorate ma anche dispettoso: va a mangiare i frutti degli alberi nel giardino del Re, il Re vuole catturarlo e di solito manda qualcuno al posto suo, da qui parte l’avventura. Quel giorno salgo in macchina, casualmente sento questo pezzo e “vedo” l’uccello di fuoco grazie a Stravinskij: la musica descriveva perfettamente lo zampettare dispettoso nel giardino. Sarà pure un uccello di fuoco ma rimane un uccello che becchetta come tutti gli altri e saltella qua e là, mi veniva da ridere. Da quel giorno ascolto musica classica perché è molto visiva. Un’altra fonte di ispirazione continua è l’Aikido, un’arte giapponese che di fatto non è autodifesa, non è sport, non serve a nulla e per questo è perfetta per riflettere: l’aikido studia il corpo umano, le articolazioni, i punti di squilibrio. Nell’aikido è difficile mentire: se hai paura degli altri starai sempre lontano durante un esercizio dal tuo compagno, se sei frettoloso cercherai di concludere l’esercizio anche se l’altra persona non è squilibrata, se il tuo ego è grande cercherai in tutti i modi di buttare a terra qualcuno, anche facendogli male, cosa che l’aikido non prevede, se sei timoroso cadrai prima del tempo per paura di affrontare la cosa e così via. Nell’aikido ci si conosce ogni giorno e possono vedere le relazioni umane manifestarsi grazie agli esercizi fisici ma soprattutto le mie, mi spinge ad uscire dalla mia zona di comfort e mettermi in gioco. L’aikido studia l’unione tra due persone, il centro, si basa sul “Qui e ora”, per ottenere uno squilibrio dobbiamo agire nel momento giusto che è solo uno, con la tempistica giusta, non fermarci mai a controllare se funziona: il momento sfumerebbe sicuramente. Nei miei collage cerco di unire vari pezzi, vari materiali, di creare un unico corpo e un’unione di tutte le parti, nei diari di viaggio applico il qui e ora, la sensazione viene appuntata subito, appena provata, disegnata in piedi, sul treno, sul posto: nulla viene rimandato a dopo, sarebbe già passato e mi annoierei.

Due aggettivi per descrivere Sabrina Ferrero?

Propositiva e positiva. Non concepisco chi disegna per manifestare un malessere. Non aggiungiamo ulteriore brutto, ci sono già le zone industriali!”.

Due aggettivi per definire Burabacio?

Colorato e non colorato, buono e vanitoso, con tutte queste donne!”. Se adesso ci fate notare che sono più di due aggettivi, vi suggeriamo di applicarvi subito con gli esercizi della Meraviglia!

Come sempre non dico mai abbastanza delle belle sensazioni che sento quando vivo delle situazioni stimolanti. L’incontro con Sabrina Ferrero e Burabacio è stata una di queste. Sabrina è intelligente, mi piace il suo modo di parlare e vedere le cose.

Di certo c’è che mi porto a casa tanta “meraviglia”.

Se anche voi vi siete interessati alle sue illustrazioni o volete sapere qualcosa in più, ecco tutti i buralink. Vi consiglio anche di andare a vedervi i Colouring Book, un progetto in cui Sabrina sta investendo molta energia per regalarci energia. I disegni di Burabacio possono essere colorati e rimandati a Sabrina che presto ne farà una mostra virtuale. 

Che Burabacio sia con voi!

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