KAYSERI, TURCHIA – AL DI LÀ DI OGNI PREGIUDIZIO

Dopo qualche mese trascorso in giro per il mondo, mi accingo a raccontarvi di una delle mete più temute al momento, ovvero la TurchiaSono infatti di ritorno da Kayseri, una splendida città ad un’ora da Istanbul, per un progetto sulla democrazia al quale ho preso parte, insieme a ragazzi tra i 18 e i 30 anni. Non mi dilungherò molto sul progetto, sebbene sia stata un’esperienza fantastica, piuttosto cercherò di farvi vedere attraverso i miei occhi aspetti del tutto sconosciuti al mondo Occidentale.

Kayseri è una città magica, sospesa nel tempo ed è questo il suo fascino. Immensi panorami, pregni di storia e leggende, condite da escursioni termiche che a volte spaventano. Si passa infatti da – 10° a + 22° nel primo pomeriggio. Ad ogni modo è facile abituarsi, vi consiglio però di portare con voi indumenti pesanti e creme idratanti, per evitare dermatiti.

La prima cosa che salta agli occhi è la cordialità, l’ospitalità e la gentilezza delle persone comuni e non. Credo di aver trascorso la maggior parte del tempo a chiacchierare con commercianti di vario genere, che mi hanno accolto nei loro negozi come una di loro, ignorando i background culturali e le mie origini. Motivo?! La volontà di far capire che la maggior parte delle cose che si dicono sul loro conto sono false. Il mio obiettivo è appunto questo, far in modo di rompere tutti i pregiudizi relativi a questo popolo e invitarvi a guardare al di là delle apparenze. Partendo dal presupposto che si tratta di popolazioni molto religiose, che sospendono qualsiasi attività nel momento della preghiera, il burqa è ormai stato sostituito da foulard molto colorati, indossati principalmente per scelta personale. È scontato dire che non bisogna generalizzare, in quanto è probabile incontrare donne che, per volere del marito, siano ancora costrette ad indossarlo. Ma anche in questo caso, ho imparato a chiedere prima di giudicare e posso testimoniare che al là delle restrizioni familiari, il burqa aiuta a creare un legame visivo con una persona, invitandoti a guardare oltre l’aspetto fisico.

CIBI E BEVANDE TIPICHE

Il the è la bevanda tipica. Esistono milioni di sapori che rappresentano principalmente i diversi aspetti della cultura turca. Il the sostituisce il nostro caffè, infatti viene servito dopo i pasti principali. Il caffè turco, composto principalmente da polveri di varia natura, viene invece servito come “ammazza-caffè”. Inutile dire che il sapore non è quello del nostro espresso, per quanto marche quali “Segafredo” o “ Kimbo”, siano molto comuni a Kayseri. Passeggiando per la città è possibile assaporare il tipico Kebab, già largamente diffuso in Italia, ma il sapore è ovviamente diverso. Essendo contrari al consumo di maiale, le carni utilizzate sono principalmente bovine, non mancano condimenti comuni come insalata, patatine, pomodori e spezie varie, tipiche della cucina turca. Anche il pane è molto diverso, ve ne sono principalmente due tipi: uno dolce e uno salato ricco di semi di soia e sesamo. Tra le pietanze tipiche predomina il riso con germogli di soia e l’iskender, piatto semplice a base di carne su un letto di pane, condito con salsa di pomodoro e burro fuso. Ve lo consiglio caldamente.
Infine tipico, ma al contempo dal gusto sensazionale, è il panino con il pesce cotto al momento e condito con del semplice limone.

CAPPADOCIA

Sospesa nel tempo, a tratti magica, la Cappadocia è sicuramente la meta più ambita. Situata nell’altopiano anatolico, rappresenta il punto di unione tra tradizione e modernità, il passaggio di milioni di culture, che hanno contribuito all’evoluzione del popolo turco e della sua lingua. È nota la caratteristica formazione geologica del territorio, che ha contribuito negli anni a costituire strutture alquanto singolari, dislocate in ogni dove. Prime fra tutte i Camini delle fate, immersi in un fitto bosco, che rimandano a tempi antichi.

Seguono le numerose città sotterranee , dimora in tempi non sicuri di popolazioni nomadi e per questo costruite con pietre di tufo, in grado di proteggere i rifugiati in ogni periodo dell’anno. Anche se questi non vi rimanevano per più di tre mesi, le città sotterranee erano ricche di provviste , conservate in appositi vani, dislocati in quattro piani, con numerose vie di fuga, trappole e persino camere da letto molto spaziose. Ancora più magiche e leggendarie, sono le Mushrooms’ rocks, montagne alte decine di metri, che a causa degli agenti atmosferici hanno assunto, nel tempo, la caratteristica forma a fungo.

Parlando di tradizione, per comprendere meglio la cultura turca, vi consiglio di addentrarvi tra i vicoli di Kayseri e osservare da vicino l’arte dei disegnatori: al posto del semplice “carta e matita”, con acqua e colori naturali, questi artisti sono in grado di creare immagini uniche.

Inutile dire che questo luogo influisce molto sull’animo umano, trasmettendo serenità e quiete interiore. È difficile rimanere impassibili di fronte alla grandezza della natura, alla presenza di terre meravigliose che ridimensionano i problemi e fanno dimenticare tutto ciò che ha danneggiato questo Paese. Spero di avervi fatto riflettere condividendo con voi questa fantastica esperienza e vi invito caldamente a prendere il primo aereo per immergervi in questa cultura, in tutte le sue sfaccettature.

_ Elvira