Chi lo ha detto che il viaggio prevede necessariamente un mezzo di trasporto, un ristorante dove sedersi a mangiare e un hotel dove dormire? Continuate a leggere questo articolo ed esplorerete con me una delle opere più rappresentative di Giotto: la Cappella degli Scrovegni.

Per iniziare questa avventura, che naviga tra le acque della didattica e quelle del sogno, si parte da Padova, più precisamente da Piazza Eremitani. Se siete comodi, comincia la visita in questo luogo di culto ricco di immense particolarità.
Per rendere tutto più scorrevole, per prima cosa occorre munirsi di un biglietto che va prenotato almeno il giorno prima della visita (sono previste molte fasce di riduzione e vale anche per i Musei Eremitani e Palazzo Zuckermann). Tra i tanti aspetti che personalmente ho gradito, trovo perfetto l’esiguo numero di persone che possono entrare di volta in volta, non più di 25. Questo permette di godersi a pieno la magnifica visuale senza dover sgomitare tra la folla. Altro aspetto, un po’ bizzarro, che anima l’avventore è l’attesa e si sa, che l’attesa è il piacere stesso! Una volta fatto il ticket, infatti, non si può entrare direttamente ma si viene scortati in una stanza antistante la chiesa, la sala di compensazione del C.T.A., dove si attendono 15 minuti per la stabilizzazione del microclima interno. La sensazione che ho avuto non è tanto che il nostro corpo debba raggiungere la temperatura giusta prima di entrare nella Cappella ma che sia la nostra testa che debba acclimatarsi e prepararsi alla visita. È come se fossi stata investita da una certa solennità: sapevo che stavo andando a vedere qualcosa molto più grande di me. In ogni caso questi 15 minuti vengono allietati da un video che fornisce informazioni sugli Scrovegni e sulla Cappella.

“È un pò come pulirsi le scarpe prima di entrare a casa di qualcuno che si conosce appena…”.

Finito il doveroso raccoglimento eccola, sua maestà la Cappella degli Scrovegni. Una distesa di immagini da leggere come storie che culminano in un cielo blu stellato. Se siete sensibili all’arte, vi riempirete gli occhi di minuziosi dettagli creati con estrema semplicità e che nel complesso si orchestrano armonicamente per una sinfonia magistrale. Entrando nel dettaglio, questa Cappella si avvale di tre differenti cicli pittorici, una sorta di tre gironi danteschi. Nella prima fascia ci sono gli episodi della vita di Maria, nella seconda viene rappresentata la vita di Gesù e nella terza, la più alta, l’incontro tra Gioacchino e Anna. In basso, più vicino ai piedi del visitatore, sono rappresentati rispettivamente le allegorie dei Vizi da una parte e le Virtù dall’altra. Oltre alle evidenti immagini figurative, c’è da sapere che questi dipinti sono rafforzati da significati più profondi e nascosti. A tal proposito esiste un fantastico libro che ne svela alcuni…
Se ancora non siete contenti, con le spalle rivolte all’abside, ammirate il Giudizio Universale. Guardando la croce, potrete presentarvi ad Enrico degli Scrovegni ritratto da Giotto nell’intento di donare la Cappella alla Vergine Maria per espiare i peccati del padre, noto usuraio. Non fatevi spaventare dagli orrendi diavoli infernali, a tutto c’è un perchè!

Potrei calarmi ora nei panni di un improvvisato Cicerone ma resto umilmente nel mio abito di “curiosa esploratrice” e mi limito solo a raccontare le due cose che hanno solleticato il mio interesse.
Come detto, sulla fascia inferiore delle pareti si specchiano tra loro i Vizi e le Virtù. Fermate lo sguardo a sinistra sul dipinto dell’Invidia: noterete un’anziana signora con un serpente che le esce dalla bocca e che le colpisce gli occhi. Questa allegoria è stata dipinta così da Giotto perchè etimologicamente la parola invidia significa“non-vedere”, l’invidia acceca chi la prova. In contrapposizione alla Carità che dona i suoi averi, l’Invidia tiene in una mano un sacco, simbolo di avarizia, mentre l’altra mano è protesa nell’aria come a voler prendere altro. Ma la sublimazione del piacere visivo, nonché motivo principale della mia visita, è data dalla volta stellata. Lasciatevi inondare dall’intenso blu e poi, guardando una di quelle stelle, esprimete un desiderio senza dover attendere la notte di San Lorenzo.

La visita alla Cappella degli Scrovegni sarà la mezz’ora meglio spesa di una vostra possibile vacanza padovana.

Per altre informazioni, sull’ingresso al Museo Civico, sulle sculture di Antonio Canova e altri particolari curiositàcome le lacrime delle madri dipinte nell’affresco La Strage degli Innocenti, potete scrivermi.

INFO

www.cappelladegliscrovegni.it
www.giottoagliscrovegni.it
www.turismopadova.it
www.padovanet.it

Le foto dell’interno della Cappella degli Scrovegni sono immagini di archivio.