Qualche giorno fa mi è arrivata una mail molto carina da parte di Antonella che mi ha raccontato alcune delle sue avventure estive. Le ho proposto quindi di scrivere un articolo tutto suo a proposito del Gargano. E’ già la seconda Amica di Guenda che propone un tour interessante alla scoperta dello “Sperone d’Italia”. Questo prova che il Gargano dev’essere proprio un posto speciale dove passare le vacanze! Grazie Antonella!

Sono partita agli inizi di agosto, così ho pensato “passo anche a Carpino, in provincia di Foggia, a trovare la mia amica Silvia che, se è sempre matta come ai tempi dell’università, mi farà da Cicerone per qualche giorno, mollando senza problemi qualunque cosa di cui si stia occupando”.


PRIMA TAPPA: CARPINO (FG)

Il primo tuffo dell’estate l’ho fatto nella tradizione musicale garganica. Mi sono trovata nel bel mezzo della ventesima edizione del Carpino Folk Festival! Questo evento di musica popolare, che si tiene ogni anno nella prima decade di agosto, propone concerti e laboratori sulla tradizione orale attraverso storie, canti e balli basati sulla tarantella, con l’accompagnamento di strumenti tipici. Ciò che mi ha colpito di più della manifestazione è stato vedere quanto i 4000 abitanti si diano da fare per la buona riuscita del festival, partecipando con fervore all’organizzazione e all’accoglienza.
Mi sono sentita una vera carpinese girando per il centro storico che ricorda un piccolo presepe in pietra dal quale, lasciandosi alle spalle Piazza del Popolo, si accede ad una serie di vicoletti uno accanto all’altro, legati da lunghe e strette scalinate. Qui si trovano signori come nonno Peppe, che ti invitano ad entrare in casa e a sorseggiare un bicchiere di vino fatto da lui nel quale si avvertono tutta la sua esperienza e passione. Peppe mi ha intrattenuto con storie della tradizione locale, come fossi una nipotina tornata in visita in paese dalla metropoli, che deve riscoprire le prelibatezze della terra. Nonno Peppe mi ha fatto assaggiare la bruschetta con il famoso olio di produzione locale e le deliziose fave di Carpino, legumi teneri e saporiti, tradizionalmente cotti nelle pignatte di terracotta sul fuoco lento del camino. Questo prodotto, grazie al presidio Slow Food, viene coltivato con lo stesso metodo tradizionale mantenendo le sue caratteristiche uniche e inalterate.
Dal centro di Carpino ho potuto scorgere da un lato le colline e la misteriosa Foresta Umbra, dall’altro la costa adriatica e il lago di Varano. Mi sono sentita totalmente immersa nel Parco Nazionale del Gargano! Lo “Sperone d’Italia”, così viene chiamato questo promontorio circondato dal mare Adriatico, offre una natura ricca di habitat differenti, tra sapori mistici della tradizione e profumo di ulivi.

SECONDA TAPPA: VICO DEL GARGANO (FG)

Nel secondo giorno di tour con la mia amica Silvia ci siamo spostate verso Vico del Gargano, uno de “I borghi più belli d’Italia”, per incontrare Anna una sua amica venuta in vacanza con la famiglia. Dopo tutto il movimento fatto a Carpino, tra balli e camminate, sentivo lo stomaco reclamare… Silvia deve avermi letto nel pensiero perché mi ha portato davanti ad un fantastico bar gelateria pasticceria, il Pizzicato. Solo alla vista del bancone mi sono sentita ricaricata, con tutte quelle paste di pistacchio e paste di mandorle! Ne mando giù una quantità indicibile e porto via con me un bel gelatone. Proprio nel Pizzicato B&B alloggia Anna. Una casa vacanza fuori dagli schemi, ogni alloggio è arredato secondo i colori di gusti e sapori, che ti coccolano e ti prendono per il palato. L’offerta è tutta eco e bio e mantiene la promessa di sostenibilità. Anna ci ha raccontato delle loro bici ad uso gratuito, delle colazioni a base di prodotti tipici e biologici, dell’uso di detergenti eco, di materiali riciclati e pannelli solari. La prossima estate ci torno sicuramente, prendo l’alloggio “Fragola” e magari mi propongo per il “baratto della vacanza”, una simpatica pratica per una vacanza a costo zero. In cambio offrirei la mia musica: il suono dell’arpa potrà essere la colonna sonora adatta a questo paesaggio mozzafiato?
A questo punto è il momento di scoprire Vico, una cittadina ricca di storia e tradizione. Il Palazzo della Bella, il Vicolo del Bacio, il Villaggio Umbra ne sono un esempio. Visitando il Castello, una delle diverse architetture militari, si ha la percezione delle diverse culture che vi hanno dimorato, dalla normanna all’aragonese. In questi vicoli scopro anche un caratteristico pane-focaccia dalla forma allungata chiamato Paposcia, sovrano indiscusso del cibo da strada. Capisco, così, che in questi luoghi è impossibile resistere ai richiami del palato. La storia di questo panificato è antichissima, mi raccontano fosse già preparata nel XVI secolo: una bontà che unisce i sapori di pane, focaccia e pizza ma si distingue per unicità. Vico è la patria del secondo presidio Slow Food che conosco in pochi giorni ed io ho assaggiato la Paposcia proprio nella sua versione tradizionale: sale, olio extravergine di oliva e cacio ricotta del Gargano.

TERZA TAPPA: SAN MENIAO, CALENELLA E VIESTE (FG)

Da qui raggiungiamo due vicinissime spiagge caratteristiche: San Menaio e Calenella, giusto il tempo di un bagno veloce e proseguiamo verso l’ultimo tuffo nella perla del Gargano, Vieste. Qui la natura la fa da padrona, da un lato una distesa di coste con insenature e grotte maestose, dall’altro un mare cristallino. Non credevo ai miei occhi! Sulla costa da Vieste a Peschici dominano i trabucchi, marchingegni in legno sospesi sull’acqua un tempo usati per la pesca, oggi riconvertiti a ristoranti sul mare. Non potevo non fermarmi ad assaggiare le cozze gratinate e le seppie ripiene di cui mi ha sempre parlato Silvia con aria sognante!
Ora, terminato questo mini-tour in Puglia, so che mi restano ancora tantissime altre località da visitare, paesaggi da ammirare e sapori da gustare e non c’è tristezza ma solo nostalgia di tornare al più presto!

LINK E INFO

www.carpinofolkfestival.com

www.viaggiareinpuglia.it

www.pizzicatobeb.com

Fave di Carpino

Paposcia